Diario costruzione primo (e secondo) esemplare Bateau FL14

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Sono terminati i lavori per costruire due esemplari di questo Bateau FL14 (Flat Skiff, 14 piedi)! Avevamo visto il modellino qui ed era il primo della lista nella pagina della flotta futura

Qui le foto più significative con alcuni commenti.

Altre foto sul sito di Tiziano Biasoli, dove ci sono molte altre cose interessanti, anche, ma non solo, in tema nautico (con un occhio di riguardo alla navigazione fluviale).

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Studio preliminare Bateau FL14

Originally posted on Casa delle Piccole Barche:

La pagina della flotta futura sta crescendo (e in questo momento ho ancora parecchie cose da aggiungere …). Nel frattempo sto pensando al primo modello da mettere in cantiere e ne ho realizzato un modellino in scala 1/12 utilizzando i disegni dei piani standard, così come sono.

Il modellino vuoto

Il modellino vuoto

Per questa prima realizzazione da utilizzare per la locazione ho pensato di partire da una cosa semplice, allo stesso tempo stabile e sicura, e che consenta, come le due Terhi Saiman, di essere utilizzata sia con il piccolo motore elettrico che a remi. Per ora, ma solo per ora, ho messo da parte altre barche più specialistiche … o quelle un po’ più ‘strane’ e ho scelto quindi il modello Flat Skiff 14 di Bateau.com: per chi le ha provate potrei dire la mia versione, autocostruita, delle Terhi Saiman. La principale differenza è data dal fondo piatto: perdiamo i vantaggi ‘marini’ di un fondo…

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Canoa Silent Explorer – Motore MinnKota – Elica Kipawa

Sempre all’insegna de ‘a volte ritornano’, mi intriga questa soluzione:
(immagine dal sito Selway-Fisher)

uno scafo efficiente dato dalla canoa ‘Silent Explorer’ di Selway-Fisher, un motore elettrico ‘muscoloso’, il MinnKota Riptide RT74 (il modello non è più in catalogo, ma qui ce ne sono simili) e l’elica a 3 pale kipawa. Già, l’elica Kipawa, girando in internet non sono riuscito a capire se effettivamente sia meglio di quelle originali, infatti ho trovato opinioni discordanti … e che continuano a farmi rimandare l’investimento per provarne una.
Vale sempre il fatto che una ditta affermata e di lunga esperienza come MinnKota è difficile che non sia in grado di progettare un’ottima elica per i suoi motori … ma è anche vero che dichiaratamente, tutte le eliche MinnKota  sono concepite per ‘muli da tiro’ per barche da pesca e per una velocità massima di 7 kmh … per barche via via più pesanti aumentando le libbre di spinta del motore (per maggiori informazioni vedere qui) e quindi magari non ottimizzate per barche particolarmente filanti come una canoa. Allora mi torna questa idea di provare l’elica Kipawa su Flint. Possibile che non si riesca a trovare un video su Youtube, devo farlo io? :).

E qui qualcun altro che la usa http://forum.woodenboat.com/showthread.php?151490-Open-electric-displacement-boat-16-18/page2

http://www.kayakfishingmagazine.net/articles/102-current-issue-featured-articles-on-kayak-fishing/1424-electric-kayaks-an-in-depth-look-.html

Qui un interessantissimo articolo sui motori elettrici: http://www.cfnet.net/tm/

Diario fotografico della costruzione di Flint

Pubblico ora il diario fotografico della costruzione di Flint (di cui avevo già parlato qui). E’ passato un po’ di tempo e nel frattempo ho iniziato a costruire due nuove barche per l’attività della Casa delle Piccole Barche …
Le didascalie le inserirò un po’ alla volta …

Perché costruire un modellino di carta

Se c’è qualcosa che ti attira nell’idea di costruirti una piccola barca in compensato marino, magari perché la barca come la vorresti tu non la trovi in commercio, magari per risparmiare, magari perché non lo sai esattamente perché ma ti interessa l’idea, allora prova a costruire un modellino di carta o, meglio, di cartoncino leggero (quello delle scatole dei cereali, per esempio).

E’ semplice e puoi fare come ho fatto io: seguendo gli stessi consigli del progettista Gavin Atkin, ho scaricato i progetti gratuiti per la costruzione del suo Ella Skiff, ho stampato, così come sono, i disegni in scala, li ho ritagliati e uniti insieme con del nastro adesivo.

Prima di farlo non ero del tutto sicuro dell’utilità di questo esercizio, ma, visto che avevo letto lo stesso consiglio anche da altre fonti (per esempio il libro di Paolo Lodigiani Costruire Rapidamente Piccole Barche in Legno) ho deciso di provare. L’esercizio è stato in realtà il primo passo decisivo: intanto la cosa si poteva fare, sebbene su una scala ridotta, la tecnica utilizzata per costruire il modellino è sostanzilamente la stessa che si utilizza per costruire la barca vera; poi la magia di aver visto nascere delle belle linee armoniose, tridimensionali, utilizzando pezzi ritagliati da una superfice piana (vedere articolo sulle barche di legno).

E’ rimasto li per qualche settimana, e, ogni volta che lo vedevo, mi piaceva sempre di più e al tempo stesso mi ricordava che questa cosa si poteva fare.

Le esigenze di qualcosa di più ‘marino’ mi hanno poi portato a costruire una barca diversa ma, anche adesso che ho costruito la prima barca (Flint), quando lo vedo in salotto mi incoraggia e mi sprona a costruirne altre …

… e prima o poi dovrò costruire anche un Ella Skiff, che ne dite?

(immagine dal sito di Gavin Atkin)

Costruisco Flint

Alla fine ho deciso di iniziare la mia esperienza di autocostruzione con Flint.
Perché?
Perché, mettendo un attimo da parte il mondo dei gonfiabili, sempre per me interessantissimo, è l’essenza di quello che cercavo quando ho iniziato il percorso ‘esplorativo’ che ha portato, come effetto ‘secondario’, alla nascita di questo sito (il sottotilo potrebbe essere ‘alla ricerca della piccola barca perfetta: che possa portare, al limite, con mare forza ‘tavola’, anche 4 persone, che vada molto bene a remi, a tal punto da poter star via tutto il giorno solo a remi, che sia una scheggia con un piccolissimo fuoribordo, anche elettrico, che tenga anche il mare un po’ formato soprattutto se non a pieno carico, che possa essere facilmente trasportata anche sul tetto della macchina, e che, non subito, ma volendo … si possa dotare di una vela’).

In realtà in commercio, tra i prodotti finiti, non ho trovato qualcosa che soddisfacesse pienamente tutti questi requisiti. Poi ho visto che tra i progetti per autocostruzione in compensato marino si poteva trovare qualcosa di meglio. Prima di Flint avevo acquistato i progetti del Thalas 16 di BCA – DEMCO (vedere anche presentazione dei piani), stupenda, ma forse appena più complessa e poi con quei 40 cm in più in lunghezza – 4,88 m – che alla fine mi hanno convinto a posticipare la sua realizzazione, magari per farla con calma anche a vela.

Tornando a Flint, che significa ‘Selce’, e dalle immagini della prua si capisce perché, qui un po’ di link che ne parlano:

Duckworks Magazine
Duckworks Boats Builder Supply, dove ho preso queste foto:


Bayside Wooden Boats (il sito del progettita, Ross Lillistone)
Ross Lillistone Wooden Boats (il blog del progettista, direttamente sull’articolo che racconta la nascita del progetto)
Alec Morgan Rowboat (le avventure di un costruttore di Flint)

Riassumendo:

- ha una carena a V con uno spigolo: escludendo il caso fondo piatto è la soluzione più semplice – cuci e incolla
– finita pesa circa 50 kg per quasi 4,5 metri di lunghezza (sta tranquillamente sul tetto di una macchina .. )
– in condizioni meteomarine da categoria D (acque interne o mare tavola) ci si va anche in 4
– con meno carico affronta bene anche mare più ‘formato’ (è stata disegnata espressamente per un abitante di un isoletta in una baia australiana che doveva poter andare a fare provviste sull’isola più grande con qualunque condizione di mare e vento)
– con 4 persone a bordo e un vecchio yamaha da 2 hp è stata in grado di fare 6.1 nodi a metà manetta (!)
– 4 nodi con una persona che rema senza sfiancarsi, a velocità di crociera (e c’è posto per due rematori)
– se la ribalti (è possibile farlo, volendo, in maniera deliberata, ma non è facilissimo), è studiata per poter risalire a bordo facilmente e rientrare alla base navigando in sicurezza con la (poca) acqua che rimane a bordo, lo stesso vale se dovesse imbarcare acqua per il mare mosso: le tre riserve di galleggiamento stagne lasciano poco spazio per l’acqua da imbarcare (praticamente è un gommone …)
– i piani di costruzione prevedono due diverse opzioni veliche

Cosa volere di più?

Il 17 Luglio 2012, dopo settimane di ‘meditazione’ sui piani, incursioni al Brico, acquisto dei listelli di legno in falegnameria, ordine del materiale specifico, sono andato a prendere le tavole di compensato marino:

Sto lavorando veramente intensamente per riuscire a metterla in acqua a Ferragosto …
a breve spero di scrivere un bel resoconto della costruzione.

Primo motore per il nostro Navigator II

Lo prendo a scoppio o elettrico? Erano mesi che andavo avanti e indietro da una all’altra ipotesi. Tra quelli a scoppio mi piacevano il Suzuki DF 2,5 – in 13 chili un mini motore 4 tempi con tutto, marcia avanti, indietro, raffreddamento a liquido, silenzioso – e l’Honda BF 2,3 – ancora più leggero con i suoi 12,5 chili, ancora più semplice, raffreddato ad aria e senza marce: per andare indietro si ruota il motore di 180° e al minimo è automaticamente in folle come gli scooter, ma un po’ più rumoroso. Alla fine, per l’utilizzo nelle acque interne (fiumi e laghi), ho deciso per un motore elettrico. Il perché è sostanzialmente in questo video:

nessun rumore proveniente dal motore, si sente solo l’acqua … e quello che ci circonda. Inoltre dove sono ora a Padova devo tenere tutto in casa, e il motore a scoppio, con benzina e olio, sarebbe stato più difficile da gestire.

Ma quale marca? Quale potenza?

Per i motori a scoppio siamo soliti ragionare in termini di potenza, HP o cavalli, cioè una forza x una velocità, o, se vogliamo, il lavoro nell’unità di tempo: insomma, c’è una relazione tra potenza del motore e velocità.  Per un motore fuoribordo elettrico il parametro di riferimento è la spinta statica, in libbre, cioè è la forza che riesce a sviluppare a imbarcazione ferma. Se da una parte una spinta statica maggiore è ottenuta con un motore più potente e che consuma più corrente non è detto che questo si traduca in maggiore velocità per la nostra imbarcazione. Avevo avuto questa sensazione guardando i soliti innumerevoli video su youtube: per imbarcazioni piccole come il nostro Navigator II non apprezzavo significative differenze di velocità tra un bel Minn Kota da 30 libbre e motori più grossi, per esempio da 40 o 55 libbre. E di video ne ho guardati e riguardati tanti. Alla fine una conferma mi è arrivata da questa pagina sul sito Minn Kota, dove, traducendo, c’è scritto:

‘Molte persone pensano che più sono le libbre di spinta, più velocemente la barca andrà. Questo non è esattamente vero. Con i motori fuoribordo tradizionali, la velocità della barca (e accelerazione) dipendono dalla potenza e dal passo dell’elica. Cambiando il passo dell’elica, è possibile bilanciare il compromesso tra accelerazione e velocità di punta. I nostri motori hanno eliche studiate per la massima accelerazione. Quando si preme l’acceleratore, la barca risponde immediatamente. Questo permette anche di governare la barca in condizioni di vento forte. La velocità massima con i nostri motori e eliche è di circa 5 mph. Piccole imbarcazioni raggiungeranno questa velocità con la maggior parte dei nostri motori. Barche più grandi richiedono i nostri motori più grandi per avvicinarsi a questa velocità. …’

In altre parole sopra c’è scritto che se basta il 30 libbre per far andare la mia barca a 5 mph (miglia per ora, 1 miglio è circa 1,6 Km), con il 55 libbre andrei alla stessa velocità solo consumando più corrente (sembra strano ma basta pensare al passo dell’elica che si traduce, insieme alla velocità di rotazione dell’elica, in velocità dell’elica: più forte non si può andare, anzi, di solito è già accettabile un ‘regresso’ del 30%: per chi volesse saperne di più suggerisco http://www.clubdelgommone.it/tecnica/terminologia-eliche.html e http://www.gommonauti.it/velocita.php).

Siccome qualcuno sostiene di andare a 10 kmh con il Minn Kota da 30 libbre, e proprio con un Navigator II (secondo me è un po’ troppo ottimista ma, comunque, agli 8 kmh, e cioè 5 mph, ci si avvicina):

la mia scelta è caduta proprio sul Minn Kota Endura C2 da 30 libbre.

Per ragionare in termini ‘più noti’, anche per i motori elettrici è nota la potenza, in watt, e dai watt si passa agli HP e viceversa: 1 HP = 1,34 KW, quindi il mio Minn Kota che ‘ha’ 360 W è un 0,360×1,34=0,48 HP (!) :). Non sono tanti, ma sopratutto è utile tradurli in termini di consumo di una batteria: 360 W a 12 V sono 30 A (Ampere), quindi con una batteria da 65 Ah (Ampere ora), ciclica, non da macchina, posso andare per circa 2 ore a manetta e 4 un po’ più piano. Questa sarà infatti la configurazione iniziale, poi si vedrà.

Obiettivo, quindi: vedere se con questa configurazione si riescono a toccare le 5 Mph (circa 8 Kmh) :) :) :).

Terhi – Vi faccio un esempio di quello di cui voglio parlare

Oggi rientravo in macchina da Chioggia con un amico dopo una bellissima uscita-scuola in barca a vela. Tanto per cambiare, in barca, ops, pardon, in macchina, parlavamo di piccole barche e di alcune mie idee sul tema. Tra le altre cose, gli raccontavo della Terhi, una ditta finlandese leader in Europa nel segmento delle piccole imbarcazioni (attualmente si va dai 2,35 metri della più corta ai 4,78 della più lunga, tutte ‘praticamente inaffondabili’, come scritto nel catalogo ufficiale).

English: Terhi 385 is one of the most popular ...

Image via Wikipedia

Una volta arrivato a casa non ho potuto fare a meno di mandargli una mail con il link alla pagina web da dove è possibile scaricare il catalogo e vedere i bellissimi video che, ovviamente, mi sono riguardato.

Sullo slancio fornitomi dall’aver rivisto questi video, ho pensato che questa sarebbe stata l’idea giusta per il primo ‘vero’ articolo del sito.

La pagina è questa terhi.hr.

Cliccando su ogni immagine in ognuna delle categorie ‘Rowing Boats’, ‘Motor Boats’, ‘Other Boats’ si apre un video.
Quello che in questo momento mi frulla per la testa, l’idea di passeggiare sull’acqua tranquili e rilassati immersi nella natura, senza disturbare la natura stessa e il prossimo, poter fare un po’ di sano esercizio fisico andando a remi e, all’occorenza, poter contare su un piccolo motore, senza inquinare o, in alternativa, inquinando il meno possibile, tutto questo in compagnia della famiglia o degli amici, è rappresentato fedelmente negli utlimi 3 video nella categoria ‘rowing boats’ (Terhi 385, Terhi 440 e Terhi Saiman)   – consiglio di guardarli con l’audio, che dà il tocco finale per creare l’atmosfera. Nel primo di questi 3 video, mi ha colpito come la Terhi 385 viaggi bene tanto a remi che con il piccolo Honda 2,3 hp raffreddato ad aria: pur con i suoi circa 100 kg di peso oltre al carico, in certi momenti sembra appena appoggiata sull’acqua e, nella parte finale del video, con una persona a bordo, sembrerebbe quasi voler planare. Nella stessa categoria, per i più piccoli, sono interessanti i primi due video.
Vorrei mettere in evidenza anche i due video nella categoria ‘Other Videos’ (uno sulla particolare tecnica costruttiva e uno che mostra cosa intendono in casa Terhi per ‘praticamente inaffondabile’, guardare per credere…ma mi auguro che nessuno faccia la prova).
I video della categoria ‘Motor Boats’ mostrano sicuramente cose interessanti nel loro genere (iniziamo a parlare di barche più ‘grandicelle’ ma, soprattutto, pensate per un utilizzo diverso: più motorizzate e votate più alla planata che al dislocamento) ma siamo un po’ oltre rispetto a quello di cui voglio parlare in questo sito.
Altre cose interessanti su Youtube, ricercando per ‘Terhi 385′, ‘Terhi Saiman’ o ‘Terhi': chi mi ha seguito fin qui avrà indovinato che il mio preferito è questo:



Al prossimo articolo,
PiccoleBarche