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Riporto qui il testo originale del primo articolo che racconta la nascita del sito.

Se l’hai già letto e non vuoi rileggerlo ti do due dritte su come è organizzato il sito: il menu “Belle Piccole Barche (il Blog)” porta alla pagina più dinamica del sito, il Blog con gli articoli che man mano scrivo. Ciascun articolo è classificato in base ad una categoria: se vuoi, il menu a tendina che vedi proprio qui a destra in ogni pagina, “Categorie degli Articoli”, ti porta direttamente agli articoli della categoria che selezioni. Nelle altre voci messe nel menu in alto (“Video”, “Links”, “Le Nostre Piccole Barche”, etc.) troverai altri contenuti che ho voluto mettere in evidenza diversamente, nel caso dei “Video” e dei “Links” ci sono anche dei sottomenu che in alcuni casi possono avere lo stesso nome delle categorie degli articoli (o qualcosa di simile): in questo modo se ti interessa il contenuto di un articolo (di una determinata categoria) puoi trovare facilmente altro materiale correlato tra i “Links” o tra i “Video”, viceversa se hai visto qualcosa d’interessante tra i “Video” o i “Links” puoi andare a cercare qualche articolo correlato aiutandoti con le categorie.

L’Inizio:

Ricomincio con un kayak gonfiabile.

Nei primi anni della mia vita ho sempre vissuto vicino all’acqua.

Ai tempi delle elementari e delle medie, il nuoto; poi, per anni, il canottaggio; una breve ma interessante esperienza in windsurf e, nel frattempo, durante l’estate, intere ore passate a ‘studiare’ le barche ‘spiaggiate’, o ormeggiate lungo il fiume o lungo la spiaggia, tutti i tipi di motori fuoribordo esistenti, etc..

Poi altri interessi, il lavoro, la vita in generale avevano man mano cancellato anche i ricordi di quegli anni, o almeno così credevo. 

Kayak

In realtà, 10 anni or sono, durante il viaggio di nozze alle Maldive, un giretto in kayak con mia moglie l’avevo fatto, ma i tempi per un ritorno definitivo alle origini non erano maturi.

Qualche anno fa, durante una breve vacanza in Egitto, un’altra magia dell’acqua: una mini crociera sul Nilo, un fiume immenso che scorre lungo migliaia di km in mezzo al deserto e, lungo le sue rive, una continua oasi di palme, coltivazioni, costruzioni, gente che viaggia col cammello, una specie di continuo teatro delle meraviglie, tutto dovuto all’acqua; basta allontanarsi di pochi passi per essere circondati di nuovo dalla sabbia del deserto.Nilo 12

Non so esattamente se da allora, o perché ho abitato per qualche anno a Vigevano dove passa il Ticino per poi proseguire verso Pavia, per via del Tamigi che ho visto a Londra, o per via di Bocca di Magra dove ogni tanto ripasso, o infine perché ora abito a Padova, città attraversata e circondata dal più grande sistema di acque interne in Italia, sta di fatto che il fiume, con i suoi paesaggi e la sua navigazione, sull’acqua ma in mezzo al verde, forse mi piace anche più del mare.

Dopo questa introduzione ritorniamo al titolo, il kayak gonfiabile, sì un kayak gonfiabile a due posti (io e mia moglie).

Di solito d’estate siamo a Pietra Ligure, il posto mi piace molto da Settembre a Maggio, nel periodo estivo un po’ meno, per via dell’affollamento del paese e della spiaggia: serviva un’idea per poter vivere bene anche quel periodo.

Pietra Ligure, Liguria, Italia

Ed ecco l’idea: compriamo una canoa/kayak gonfiabile che ci permetta di fare qualche giretto, stare in acqua, esplorare, lontani da quella massa caotica e urlante sulla spiaggia.

L’idea è stata un successo, al punto da farmi pensare ‘meglio Pietra Ligure con una barchetta che le Maldive costretti a rimanere a terra’.”

In queste ultime due immagini la ‘base’ di partenza per le nostre scorribande in Kayak.

Il kayak gonfiabile ci ha permesso di trascorrere diverse giornate vagando lungo la costa ma nel frattempo sentivo l’esigenza di avere un mezzo che permettesse di allungare un po’ il raggio d’azione, senza rinunciare troppo ai punti di forza del mezzo che avevamo.

Da qui, settimane e mesi passati a cercare il mezzo ideale, di cui riassumo i requisiti:

  1. massima trasportabilità e leggerezza
  2. utilizzo naturale a remi
  3. possibilità di montare anche un piccolo motore
  4. sicurezza e affidabilità anche in mare, perlomeno in navigazione costiera

Nel corso di questa ricerca ho trovato un mondo di kayak e canoe gonfiabili e non (anche motorizzati elettrici o a benzina: sono utilizzati anche per la pesca sportiva), barche a remi classiche ‘nostrane’, finlandesi e di ogni parte del mondo, tender e gommoni tradizionali o varianti ‘più dislocanti’ sul tema, barche in legno, vetroresina, alluminio o altri materiali, smontabili di vario tipo o fattura, mezzi ibridi o polivalenti di vario tipo utilizzabili a remi, a vela o a motore, etc..

A un certo punto mi sono detto: dovrei mettere un po’ d’ordine tra le centinaia di link che ho salvato nei preferiti, ristudiarmi il tutto, arricchirlo con una sezione ‘tecnica’ e scrivere un libro. 

Non avevo mai scritto un libro e neanche pubblicato un sito prima d’ora e per il momento ho scelto di pubblicare questo sito.

Prossimamente presenterò qualche approfondimento per condividere meglio l’esperienza di ‘Cambio di prospettiva’: inizierò con un articolo dedicato al nostro magnifico sit-on-top gonfiabile della Sevylor evidenziando i vantaggi di un mezzo piccolo, leggero, che può andare a remi per ‘esplorare’; poi parlerò del secondo acquisto, nato  dall’esigenza di aumentare il raggio d’azione (e di utilizzarlo, magari, non solo d’estate); nel frattempo mi sarò chiarito meglio le idee su come organizzare le altre sezioni del sito.”

6 thoughts on “Home

  1. Ciao, mi chiamo Leonardo ed ho 40 anni. Leggendo quello che hai scritto mi sembra di rivivere la mia vita (per quello che riguarda mezzi marini). Anche per fuggire dal casino sulla spiaggia anni fa ho comprato una canoa gonfiabile sevylor hf109, ci sono andato in vacanza in Puglia, Sardegna ed al mare dalle mie parti (Lazio – Sperlonga). La canoa porta 2 persone + un bambino e si e’ rivelata molto capiente e stabile anche con mare abbastanza mosso. Ancora dopo anni e’ in perfetto stato. In seguito ho acquistato un gommone navigator II 500 (il modello più grande rispetto al tuo) e gli ho montato un motore watersnake venom sweet da 54 lbs. Devo dirti sinceramente che mi trovo benissimo, il gommone e’ molto ampio, Ho anche il tendalino parasole… Il motore va che e’ una meraviglia. Ho scelto una versione potente di motore elettrico perché in mare in caso di corrente e vento contrari, la maggior potenza fa la differenza. Stavo in Sicilia e io e la mia ragazza ci eravamo allontanati per circa 10km di costa (ho anche un pannello solare da 120 w che mi ricarica la batteria), il mare e’ diventato nel giro di pochi minuti mosso ed il vento ha iniziato a tirare molto forte contro di noi e quindi ci rallentava parecchio. Nella via del ritorno ho dovuto mettere alla massima potenza per avere un movimento decente, perché a potenze più basse il gommone era quasi fermo. Questa mia esperienza l’ho voluta raccontare perché come hai scritto nell’ altro articolo se e’ tendenzialmente vero che la velocità massima non cambia molto tra un motore elettrico 30 lbs e 54 lbs a parità di peso dell’imbarcazione di correnti e di mare, e’ anche vero che le condizioni del mare non sono neutre e, quindi, una buona riserva di potenza se si va in mare e’ obbligatoria….. Saluti Leonardo

    • Ah ah! Veramente incredibile.
      Scusa se ti rispondo solo oggi ma ero veramente molto impegnato per l’avvio del mio nuovo lavoro.
      Allora non ti resta che aprire una piccola base per locazione piccoli natanti a remi e con fuoribordo elettrico …🙂
      oppure l’hai già fatto anche tu?
      Io ho inaugurato proprio sabato 22 Settembre (è un po’ tardi, ma il mercato non aspetta, e Ottobre e Novembre sono mesi stupendi sul Piovego a Padova quando il tempo è bello o quando c’è un po’ di nebbiolina …)

  2. Ciao.
    È un po’ che ti leggo, e anche io vedo molte similitudini nelle nostre vite d’acqua.
    Ho cominciato con il canottaggio (canottieri Padova) poi il kayak (canoa club Padova) , gli Amissi del Piovego (l’ho scavata fuori anch’io la scalinata del Portello) il rafting (guida) il soccorso fluviale ( istruttore vvf) … etc .. posseggo numerosi kayak e canoe sia rigidi che pneumatici, tra cui uno che hai recensito: il point martini. Mi interessano molto le tue esperienze, più volte mi sono riproposto di venire a trovarti al portello, ma quando passo per Padova sono sempre di fretta. Ma prima o poi ci riesco, così mi faccio un giro nel Piovego, sono proprio curioso di vedere com’e cambiato. Buona acqua. Antonio

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