Van Wittel (com’erano belli i fiumi)

Da Settemuse.it, due dipinti  di Van Wittel Andriaans Caspar, noto in Italia come Gaspare Vanvitelli.

Come testimonianza di com’erano belli, e vissuti, i fiumi che passavano nelle nostre città appena qualche secolo fa (1700).

Sevylor Tahiti con supporto motore artigianale – Però attenzione!

Con la sicurezza (e in questo caso l’elettricità) non si scherza.

E’ questo uno dei messaggi che il simpatico e generoso autore di questi due filmati ci vuole passare.

Il primo filmato ci mostra come ci si possa divertire, a fare i turisti in acque tranquille, con una canoa gonfiabile di fascia economica (una Sevylor Tahiti k79), un supporto motore autocostruito realizzato con tubi in PVC, un motore elettrico Minn Kota Endura da 30 libbre e una batteria da 35 Ah.

Su richiesta di chi aveva visto il primo video, l’autore ha poi realizzato questo secondo in cui mostra come costruirsi il supporto motore, prova un kit a vela autocostruito e poi, mentre sta provando il kit a vela, succede qualcosa d’imprevedibile che termina con la distruzione della canoa e la perdita di motore e batteria. Per fortuna non è successo niente di gravissimo (anche se la batteria e il motore elettrico sul fondo del lago, non ho capito se poi sono stati recuperati…) e l’autore, nonostante tutto, ha deciso di condividere il video a beneficio di tutti, nella buona e nella cattiva sorte, bravo!

Primo motore per il nostro Navigator II

Lo prendo a scoppio o elettrico? Erano mesi che andavo avanti e indietro da una all’altra ipotesi. Tra quelli a scoppio mi piacevano il Suzuki DF 2,5 – in 13 chili un mini motore 4 tempi con tutto, marcia avanti, indietro, raffreddamento a liquido, silenzioso – e l’Honda BF 2,3 – ancora più leggero con i suoi 12,5 chili, ancora più semplice, raffreddato ad aria e senza marce: per andare indietro si ruota il motore di 180° e al minimo è automaticamente in folle come gli scooter, ma un po’ più rumoroso. Alla fine, per l’utilizzo nelle acque interne (fiumi e laghi), ho deciso per un motore elettrico. Il perché è sostanzialmente in questo video:

nessun rumore proveniente dal motore, si sente solo l’acqua … e quello che ci circonda. Inoltre dove sono ora a Padova devo tenere tutto in casa, e il motore a scoppio, con benzina e olio, sarebbe stato più difficile da gestire.

Ma quale marca? Quale potenza?

Per i motori a scoppio siamo soliti ragionare in termini di potenza, HP o cavalli, cioè una forza x una velocità, o, se vogliamo, il lavoro nell’unità di tempo: insomma, c’è una relazione tra potenza del motore e velocità.  Per un motore fuoribordo elettrico il parametro di riferimento è la spinta statica, in libbre, cioè è la forza che riesce a sviluppare a imbarcazione ferma. Se da una parte una spinta statica maggiore è ottenuta con un motore più potente e che consuma più corrente non è detto che questo si traduca in maggiore velocità per la nostra imbarcazione. Avevo avuto questa sensazione guardando i soliti innumerevoli video su youtube: per imbarcazioni piccole come il nostro Navigator II non apprezzavo significative differenze di velocità tra un bel Minn Kota da 30 libbre e motori più grossi, per esempio da 40 o 55 libbre. E di video ne ho guardati e riguardati tanti. Alla fine una conferma mi è arrivata da questa pagina sul sito Minn Kota, dove, traducendo, c’è scritto:

‘Molte persone pensano che più sono le libbre di spinta, più velocemente la barca andrà. Questo non è esattamente vero. Con i motori fuoribordo tradizionali, la velocità della barca (e accelerazione) dipendono dalla potenza e dal passo dell’elica. Cambiando il passo dell’elica, è possibile bilanciare il compromesso tra accelerazione e velocità di punta. I nostri motori hanno eliche studiate per la massima accelerazione. Quando si preme l’acceleratore, la barca risponde immediatamente. Questo permette anche di governare la barca in condizioni di vento forte. La velocità massima con i nostri motori e eliche è di circa 5 mph. Piccole imbarcazioni raggiungeranno questa velocità con la maggior parte dei nostri motori. Barche più grandi richiedono i nostri motori più grandi per avvicinarsi a questa velocità. …’

In altre parole sopra c’è scritto che se basta il 30 libbre per far andare la mia barca a 5 mph (miglia per ora, 1 miglio è circa 1,6 Km), con il 55 libbre andrei alla stessa velocità solo consumando più corrente (sembra strano ma basta pensare al passo dell’elica che si traduce, insieme alla velocità di rotazione dell’elica, in velocità dell’elica: più forte non si può andare, anzi, di solito è già accettabile un ‘regresso’ del 30%: per chi volesse saperne di più suggerisco http://www.clubdelgommone.it/tecnica/terminologia-eliche.html e http://www.gommonauti.it/velocita.php).

Siccome qualcuno sostiene di andare a 10 kmh con il Minn Kota da 30 libbre, e proprio con un Navigator II (secondo me è un po’ troppo ottimista ma, comunque, agli 8 kmh, e cioè 5 mph, ci si avvicina):

la mia scelta è caduta proprio sul Minn Kota Endura C2 da 30 libbre.

Per ragionare in termini ‘più noti’, anche per i motori elettrici è nota la potenza, in watt, e dai watt si passa agli HP e viceversa: 1 HP = 1,34 KW, quindi il mio Minn Kota che ‘ha’ 360 W è un 0,360×1,34=0,48 HP (!) :). Non sono tanti, ma sopratutto è utile tradurli in termini di consumo di una batteria: 360 W a 12 V sono 30 A (Ampere), quindi con una batteria da 65 Ah (Ampere ora), ciclica, non da macchina, posso andare per circa 2 ore a manetta e 4 un po’ più piano. Questa sarà infatti la configurazione iniziale, poi si vedrà.

Obiettivo, quindi: vedere se con questa configurazione si riescono a toccare le 5 Mph (circa 8 Kmh) 🙂 🙂 :).

Nodi marinari

Con qualunque tipo di barca è sempre utile saper fare qualche nodo. 

Questi sono i più comuni:

Savoia (nodo di arresto su cima di grosso diametro);
Nodo del cappuccino (nodo di arresto);
Gassa d’amante (quando serve un cappio che non scorre e non stringe)
Parlato (intorno a pali, anelli, bitte, per appendere i parabordi);
Piano (per congiungere due cime);
Nodo di galloccia (per fissare la cima d’ormeggio alla galloccia, chiedo scusa ma non avevo una galloccia a portata di mano);
Nodo d’ancorotto (come dice il nome …);
Fare la cima (e qui non avevo una cima abbastanza lunga).

Per quelli che non ho illustrato, e non solo, ecco alcuni link utili.

Qui ci sono delle belle animazioni: Giro-di-vento.

In questi due altre illustrazioni spiegazioni utili OkeanosClubvelico.

New York ripresa da un’oca

Questo video, visto su VideOne, fa il paio con il precedente delle Gru a Venezia.

Bellissime riprese svolazzando intorno alla Statua della Libertà, del fiume Hudson e poi di tutta New York vista dall’alto.

Le gru sorvolano Venezia – Corriere del Veneto

Non potevo non pubblicare questo video.

Mettete l’audio, guardare il video e ascoltate: sembra di volare con loro.

01/03/2012 – Le bellissime immagini girate dalla Bbc nell’aprile del 2011 oggi sono un documentario

Vodpod videos no longer available.