Una Yurta Mongola?

(Immagini da http://www.yurta-silentbreeze.com)

Oggi non parlo di barche, ma un nesso c’è: nella ricerca di qualcosa di pratico, funzionale, trasportabile, economico, ecosostenibile e … bello!. Quindi, senza l’acqua intorno, potrei dire: dalle ‘Piccole Barche’ … alle ‘Piccole Case’.

Sabato è passato Alberto, un nuovo amico, e mi ha parlato della Yurta Mongola.
Da wikipedia: la yurta , detta anche iurta o jurta (in mongolo:Ger) è un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e uzbeki. Nonostante dalla seconda metà del XX secolo la Mongolia si sia fortemente urbanizzata, più della metà dei Mongoli continua a vivere nelle proprie abitazioni tradizionali sia che si tratti di nomadi di campagna o di abitanti di città e villaggi.

Ho trovato questo sito di importatori/distributori/costruttori: non li conosco ancora, ma leggendo nel loro sito “Costruiamo yurta su ordinazione qui in Italia, le realizziamo seguendo la saggezza del progetto originale, adottando però  materiali ottimizzati alle necessità  del nostro clima europeo, decisamente più umido e bagnato di quello delle steppe mongole. Le yurta che costruiamo son fatte “su misura” è possibile scegliere tra essenze diverse di legno, stiamo sperimentando nuovi materiali per l’isolamento, anche i tessuti all’interno e all’esterno della yurta possono essere scelti, ci orientiamo verso materiali certificati ed ecologici.“, leggendo di ‘essenze diverse di legno’, e, altrove, per un particolare modello, di ‘larice siberiano’ mi tornano in mente alcune mie recenti ‘scoperte’ qui a Padova: si parla di Maestri d’ascia veneziani, Gondole, essenze … e, proprio da Venezia salta fuori questa (per me) novità: tradizione nella tradizione, plasmare ad arte le diverse essenze del legno e un’occhio verso l’estremo oriente…

“Hanno piccole case di legno, di forma rotonda, con il tetto di feltro o di altro ruvido panno; e quando devono migrare, le smontano e le caricano sui loro carri a quattro ruote. Arrivati nel posto prescelto, essi le apprestano di bel nuovo, avendo sempre cura di rivolgere verso Mezzogiorno la porta d’ingresso.”

Marco Polo, 800 anni fa

Non so se tecnicamente potrei utilizzarla come laboratorio per costruire barche, ma è un’idea interessante … magari una piccola nel prato della casa di Ameglia.

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