Pitture e colori

Quando quest’estate mi accingevo a costruire Flint per me era tutto nuovo. Per fortuna c’erano i piani di costruzione e le relative istruzioni (anche se ho comunque sentito la necessità di trovare maggior conforto consultando altro materiale…).

Uno degli aspetti su cui ho avuto i dubbi maggiori è stato quello della finitura finale: primer si/no, fondo si/no, vernice (trasparente) o pittura (colori)? E se pittura di quale tipo (dalle varie tipologie monocomponente tipo le alchidiche, le acriliche, le poliuretaniche, fino alla poliuretanica bicomponente)?

A pagina 19 del suo libro Ultrasimple Boat Building, Gavin Atkin consiglia, se ho tradotto bene, di “non sottovalutare le pitture e gli smalti all’acqua da esterno utilizzati comunente nell’edilizia“. Nello stesso libro, la vernice (la finitura trasparente che non nasconde, ma anzi, esalta il legno) è sconsigliata, per via della manutezione che richiede, almeno per uno uso massivo e sistematico su tutta la barca, e su questo ho trovato praticamente l’unanimità. Si poneva quindi il problema di scegliere quale tipo di pittura.

Alla fine avevo ristretto le possibili scelte tra: ‘il prodotto indicato per la nautica, un po’ più semplice ed economico’ – poliuretanica monocomponente – consigliato un fondo; il prodotto indicato per la nautica, top, per estetica e proprietà meccaniche – poliuretanica bicomponente – con prima un bel fondo; un bel prodotto per l’edilizia, acrilico all’acqua, dato, come consiglia Gavin Atkin stesso, direttamente sulla finitura a resina epossidica previa leggera carteggiatura.

Considerando che con questa prima esperienza di autocostruzione volevo arrivare presto alla meta, il risparmio (oltre che sui tempi) sui costi, la maggiore semplicità e i rischi notevolmente inferiori per la salute, mi ha fatto piacere che esisteva una soluzione con tutte queste caratteristiche: nel mio caso una pittura da esterni acrilica all’acqua, di alta qualità, un bel barattolo da 4 litri di bianco con cui fare tutto: i due colori li ho ricavati con due coloranti, oltre all’azzurro l’altro è un giallo oro molto chiaro (a dire il vero la scelta di utilizzare le pitture o smalti acrilici all’acqua è, quantomeno, oggetto di discussioni all’estero e, mi sembra, per quello che ho potuto constatare, ignoto, se non sconsigliato, qui in Italia; io ho voluto provare … un’altra spintarella me l’ha data questo articolo, dove, tra i fautori delle pitture acriliche all’acqua, tra gli altri, sono citati niente meno che “Dynamite” Payson e Phil Bolger).

Strada facendo mi sono sentito quasi un criminale a coprire tutto il legno così ho lasciato qualche pezzo trasparente (e ho scoperto che esiste una vernice trasparente per climi estremi …). Allo stesso modo, la pittura che avevo scelto per il colore risultava essere leggermente ruvida e tratteneva lo sporco: quale scelta migliore di darci sopra una mano dello stesso trasparente all’acqua? Acrilico su acrlico, dovrebbe diventare un blocco unico, perfetto!

Ora che mi appresto a costruire altre barchette in compensato marino si è ripresentata la questione. Volevo rifare l’indagine (oltre alle diverse possibilità sui colori, qualcosa con una maggior resistenza meccanica alle abrasioni e alle scalfitture non guasterebbe … magari uno smalto) e così sono andato in uno dei punti vendita di una delle note catene del fai da te per fare un giretto in uno dei miei reparti preferiti …

Fin qui la mia (breve esperienza),
chi vuole può contribuire con i suoi commenti e arrichire l’articolo con le sue esperienze.

Chi è interessato a questo articolo potrebbe essere interessato anche a questo
Colori di scuderia o ne faccio di tutti i colori?

Altre letture interessanti:

Qui, insieme ad un articolo già visto sopra, ce n’è uno più generico sulle pitture utilizzabili per le barche
SMALTO ALL’ACQUA O A SOLVENTE?
Protezione dell’epossidica dagli UV
Come costruire una canoa, di Paul Fisher (quello di Selway Fisher Design), a pag. 29 fa riferimento all’uso di vernici da esterni di buona qualità al posto di quelle marine per piccole barche che trascorrono gran parte del loro tempo fuori dall’acqua.

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