Due pontili galleggianti pronti ‘al volo’

Potrebbe essere utile poter approntare un piccolo pontile galleggiante, magari per un’esigenza temporanea, o magari quando si è in giro da qualche parte.

Nel caso, ecco due interessanti soluzioni:

una, gonfiabile, da Gumotex (me ne avevano parlato l’anno scorso al salone di Venezia …)

Pontile gonfiabile Gumotex

(immagine presa dal sito Gumotex)

e una, (grazie Antonio per la segnalazione :)), dai costi veramente interessanti, da BoatsToGo.com (quelli che vendono le Kaboat): vendono una specie di sacca in PVC che può ospitare, giusti giusti, 4 pannelli in espanso da cm 120x240x5 … e il pontile è fatto

Pontile galleggiante con pannelli in espanso

(immagine presa dal sito BoatsToGo.com)

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Una Yurta Mongola?

(Immagini da http://www.yurta-silentbreeze.com)

Oggi non parlo di barche, ma un nesso c’è: nella ricerca di qualcosa di pratico, funzionale, trasportabile, economico, ecosostenibile e … bello!. Quindi, senza l’acqua intorno, potrei dire: dalle ‘Piccole Barche’ … alle ‘Piccole Case’.

Sabato è passato Alberto, un nuovo amico, e mi ha parlato della Yurta Mongola.
Da wikipedia: la yurta , detta anche iurta o jurta (in mongolo:Ger) è un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e uzbeki. Nonostante dalla seconda metà del XX secolo la Mongolia si sia fortemente urbanizzata, più della metà dei Mongoli continua a vivere nelle proprie abitazioni tradizionali sia che si tratti di nomadi di campagna o di abitanti di città e villaggi.

Ho trovato questo sito di importatori/distributori/costruttori: non li conosco ancora, ma leggendo nel loro sito “Costruiamo yurta su ordinazione qui in Italia, le realizziamo seguendo la saggezza del progetto originale, adottando però  materiali ottimizzati alle necessità  del nostro clima europeo, decisamente più umido e bagnato di quello delle steppe mongole. Le yurta che costruiamo son fatte “su misura” è possibile scegliere tra essenze diverse di legno, stiamo sperimentando nuovi materiali per l’isolamento, anche i tessuti all’interno e all’esterno della yurta possono essere scelti, ci orientiamo verso materiali certificati ed ecologici.“, leggendo di ‘essenze diverse di legno’, e, altrove, per un particolare modello, di ‘larice siberiano’ mi tornano in mente alcune mie recenti ‘scoperte’ qui a Padova: si parla di Maestri d’ascia veneziani, Gondole, essenze … e, proprio da Venezia salta fuori questa (per me) novità: tradizione nella tradizione, plasmare ad arte le diverse essenze del legno e un’occhio verso l’estremo oriente…

“Hanno piccole case di legno, di forma rotonda, con il tetto di feltro o di altro ruvido panno; e quando devono migrare, le smontano e le caricano sui loro carri a quattro ruote. Arrivati nel posto prescelto, essi le apprestano di bel nuovo, avendo sempre cura di rivolgere verso Mezzogiorno la porta d’ingresso.”

Marco Polo, 800 anni fa

Non so se tecnicamente potrei utilizzarla come laboratorio per costruire barche, ma è un’idea interessante … magari una piccola nel prato della casa di Ameglia.

Sevylor Tahiti con supporto motore artigianale – Però attenzione!

Con la sicurezza (e in questo caso l’elettricità) non si scherza.

E’ questo uno dei messaggi che il simpatico e generoso autore di questi due filmati ci vuole passare.

Il primo filmato ci mostra come ci si possa divertire, a fare i turisti in acque tranquille, con una canoa gonfiabile di fascia economica (una Sevylor Tahiti k79), un supporto motore autocostruito realizzato con tubi in PVC, un motore elettrico Minn Kota Endura da 30 libbre e una batteria da 35 Ah.

Su richiesta di chi aveva visto il primo video, l’autore ha poi realizzato questo secondo in cui mostra come costruirsi il supporto motore, prova un kit a vela autocostruito e poi, mentre sta provando il kit a vela, succede qualcosa d’imprevedibile che termina con la distruzione della canoa e la perdita di motore e batteria. Per fortuna non è successo niente di gravissimo (anche se la batteria e il motore elettrico sul fondo del lago, non ho capito se poi sono stati recuperati…) e l’autore, nonostante tutto, ha deciso di condividere il video a beneficio di tutti, nella buona e nella cattiva sorte, bravo!

Nodi marinari

Con qualunque tipo di barca è sempre utile saper fare qualche nodo. 

Questi sono i più comuni:

Savoia (nodo di arresto su cima di grosso diametro);
Nodo del cappuccino (nodo di arresto);
Gassa d’amante (quando serve un cappio che non scorre e non stringe)
Parlato (intorno a pali, anelli, bitte, per appendere i parabordi);
Piano (per congiungere due cime);
Nodo di galloccia (per fissare la cima d’ormeggio alla galloccia, chiedo scusa ma non avevo una galloccia a portata di mano);
Nodo d’ancorotto (come dice il nome …);
Fare la cima (e qui non avevo una cima abbastanza lunga).

Per quelli che non ho illustrato, e non solo, ecco alcuni link utili.

Qui ci sono delle belle animazioni: Giro-di-vento.

In questi due altre illustrazioni spiegazioni utili OkeanosClubvelico.