FrontRower

Stavo cercando sul sito di Selway Fisher qualche idea per costruire qualcosa di un po’ più grande di Flint o delle due Bateau FL14 (tutte visibili qui) e come al solito non ho potuto fare a meno di ridare un’occhiata alle loro canoe e barche a remi.

18' WINDRUSH ROWING SKIFF
Così in questa pagina ho notato il loro 18′ WINDRUSH ROWING SKIFF, ‘ottimizzata per il Front Rower’. Evvai! Che si possa realizzare il mio sogno di avere la barca a remi più veloce del Piovego, e magari anche vogando in avanti :)? Cos’è questo Front Rower system?

Si tratta del Front Rower di Ron Rantilla Rowing Systems. A detta dell’ideatore questo sistema sarebbe più efficiente del classico canottaggio a sedile mobile oltre ad avere il vantaggio di remare seduti rivolti in avanti. Il sistema è interessante e vien voglia di provarlo ma ancora di più mi piace la barca di cui propone anche i piani di costruzione: l’Odissey, nella versione 16.5 e 20′ piedi. Fantastica!

Odissey 16.5 di Ron Rantilla Rowing Systems

Mi ricorda anche qualcosa da approfondire a proposito di nuovi scafi efficienti a remi … ma non trovo più la fonte.

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Una canoa da un foglio di compensato

Sto pensando di costruire una barca da 4 fogli di compensato in scala 1:2, in modo da usare un solo foglio .. per avere un bell’esemplare pubblicitario da tenere sul tetto della macchina .. e che sia chiaramente un modello non utilizzabile ..

Oggi mi sono fatto un giro in internet per vedere cosa si può fare direttamente con un solo foglio di compensato standard, ed ecco questa bella canoa: se la metto sul tetto della macchina mi sa che me la rubano :)!

IMG_1178

e questi i disegni dei pezzi

Flywood one sheet canoe 244x122cm - Panel layout 1

(tutto da questa discussione di WoodenBoat forum)

Diario fotografico della costruzione di Flint

Pubblico ora il diario fotografico della costruzione di Flint (di cui avevo già parlato qui). E’ passato un po’ di tempo e nel frattempo ho iniziato a costruire due nuove barche per l’attività della Casa delle Piccole Barche …
Le didascalie le inserirò un po’ alla volta …

Perché costruire un modellino di carta

Se c’è qualcosa che ti attira nell’idea di costruirti una piccola barca in compensato marino, magari perché la barca come la vorresti tu non la trovi in commercio, magari per risparmiare, magari perché non lo sai esattamente perché ma ti interessa l’idea, allora prova a costruire un modellino di carta o, meglio, di cartoncino leggero (quello delle scatole dei cereali, per esempio).

E’ semplice e puoi fare come ho fatto io: seguendo gli stessi consigli del progettista Gavin Atkin, ho scaricato i progetti gratuiti per la costruzione del suo Ella Skiff, ho stampato, così come sono, i disegni in scala, li ho ritagliati e uniti insieme con del nastro adesivo.

Prima di farlo non ero del tutto sicuro dell’utilità di questo esercizio, ma, visto che avevo letto lo stesso consiglio anche da altre fonti (per esempio il libro di Paolo Lodigiani Costruire Rapidamente Piccole Barche in Legno) ho deciso di provare. L’esercizio è stato in realtà il primo passo decisivo: intanto la cosa si poteva fare, sebbene su una scala ridotta, la tecnica utilizzata per costruire il modellino è sostanzilamente la stessa che si utilizza per costruire la barca vera; poi la magia di aver visto nascere delle belle linee armoniose, tridimensionali, utilizzando pezzi ritagliati da una superfice piana (vedere articolo sulle barche di legno).

E’ rimasto li per qualche settimana, e, ogni volta che lo vedevo, mi piaceva sempre di più e al tempo stesso mi ricordava che questa cosa si poteva fare.

Le esigenze di qualcosa di più ‘marino’ mi hanno poi portato a costruire una barca diversa ma, anche adesso che ho costruito la prima barca (Flint), quando lo vedo in salotto mi incoraggia e mi sprona a costruirne altre …

… e prima o poi dovrò costruire anche un Ella Skiff, che ne dite?

(immagine dal sito di Gavin Atkin)

Perché una barca di legno?

Sono stato preso da questa malattia della costruzione di barche di legno.
A dire il vero si tratta di compensato marino, quindi non legno puro, ma trattato e ‘addomesticato’. Ma  perché questo tipo di barca e di costruzione mi ha, in breve tempo, affascinato? E perché la stessa malattia colpisce quasi inesorabilmente chi vi si avvicina e rimane nelle vicinanze per il (breve) tempo necessario per dare luogo al contagio?

Penso ci siano diversi motivi. In questo articolo parliamo dell’estetica.

Qui un Otter 16 (immagini da Bateau).

Alcune linee mi sono piaciute subito, altre, per via dell’assuefazione alle linee moderne, hanno richiesto più tempo, ed ora sto divorando il web alla ricerca di piani di costruzione di piccole barche facili da costruire, belle e adatte all’impiego che ne vorrei fare (vedere la flotta futura idee… sul mio sito “gemello”).

Qui una dory (immagini da Designing and Building a Sailing Canoe, in particolare questo articolo, assolutamente da vedere le foto, una ad una, parlano da sole).

Qui un  Candlefish 13 (immagini da WoodenBoat Forum).

Qui un Seabright Tunnel 21 (immagini da Bateau).

Oggi leggendo questo articolo, che qui traduco (liberamente, nei limiti delle mie capacità…), preso dal sito di Hannu Vartiala, ho avuto una conferma di quello che cercavo di razionalizzare nel cercare di darmi una spiegazione

‘Nei confronti delle barche in legno a volte si tende ad avere un atteggiamento quasi superstizioso. Come se il comportamento e l’utilizzo di barche in legno fosse una specie di magia, noto e riservato a pochi adepti.
Non è così! Una barca di legno si basa sulla biologia, chimica e fisica, proprio come qualsiasi altra cosa nella natura.
Ciononostante la bellezza di una barca in legno è quasi magia. Siamo abituati a vedere le curve create dalla natura come “belle” – Come le curve naturali del legno – Le curve di una barca di legno sostanzialmente provengono da come il legno si curva naturalmente, è per questo che queste curve sono belle.
Gli altri tipi di imbarcazioni ottengono la loro forma da linee disegnate dal designer. E’ piuttosto facile disegnare linee brutte.
Certamente può esserci qualcosa di brutto su una barca di legno, ma magari è un’orribile, sproporzionata cabina, e non lo scafo in sé.
Cogliere la comprensione di alcuni fatti di base apre alla comprensione delle barche in legno. Finché questi fatti non sono chiari, non vale la pena di iniziare a costruire una sola barca di legno.
Quindi cerchiamo di vedere …” (per la continuazione consiglio di andare sul sito di Hannu Vartiala …).

Costruisco Flint

Alla fine ho deciso di iniziare la mia esperienza di autocostruzione con Flint.
Perché?
Perché, mettendo un attimo da parte il mondo dei gonfiabili, sempre per me interessantissimo, è l’essenza di quello che cercavo quando ho iniziato il percorso ‘esplorativo’ che ha portato, come effetto ‘secondario’, alla nascita di questo sito (il sottotilo potrebbe essere ‘alla ricerca della piccola barca perfetta: che possa portare, al limite, con mare forza ‘tavola’, anche 4 persone, che vada molto bene a remi, a tal punto da poter star via tutto il giorno solo a remi, che sia una scheggia con un piccolissimo fuoribordo, anche elettrico, che tenga anche il mare un po’ formato soprattutto se non a pieno carico, che possa essere facilmente trasportata anche sul tetto della macchina, e che, non subito, ma volendo … si possa dotare di una vela’).

In realtà in commercio, tra i prodotti finiti, non ho trovato qualcosa che soddisfacesse pienamente tutti questi requisiti. Poi ho visto che tra i progetti per autocostruzione in compensato marino si poteva trovare qualcosa di meglio. Prima di Flint avevo acquistato i progetti del Thalas 16 di BCA – DEMCO (vedere anche presentazione dei piani), stupenda, ma forse appena più complessa e poi con quei 40 cm in più in lunghezza – 4,88 m – che alla fine mi hanno convinto a posticipare la sua realizzazione, magari per farla con calma anche a vela.

Tornando a Flint, che significa ‘Selce’, e dalle immagini della prua si capisce perché, qui un po’ di link che ne parlano:

Duckworks Magazine
Duckworks Boats Builder Supply, dove ho preso queste foto:


Bayside Wooden Boats (il sito del progettita, Ross Lillistone)
Ross Lillistone Wooden Boats (il blog del progettista, direttamente sull’articolo che racconta la nascita del progetto)
Alec Morgan Rowboat (le avventure di un costruttore di Flint)

Riassumendo:

– ha una carena a V con uno spigolo: escludendo il caso fondo piatto è la soluzione più semplice – cuci e incolla
– finita pesa circa 50 kg per quasi 4,5 metri di lunghezza (sta tranquillamente sul tetto di una macchina .. )
– in condizioni meteomarine da categoria D (acque interne o mare tavola) ci si va anche in 4
– con meno carico affronta bene anche mare più ‘formato’ (è stata disegnata espressamente per un abitante di un isoletta in una baia australiana che doveva poter andare a fare provviste sull’isola più grande con qualunque condizione di mare e vento)
– con 4 persone a bordo e un vecchio yamaha da 2 hp è stata in grado di fare 6.1 nodi a metà manetta (!)
– 4 nodi con una persona che rema senza sfiancarsi, a velocità di crociera (e c’è posto per due rematori)
– se la ribalti (è possibile farlo, volendo, in maniera deliberata, ma non è facilissimo), è studiata per poter risalire a bordo facilmente e rientrare alla base navigando in sicurezza con la (poca) acqua che rimane a bordo, lo stesso vale se dovesse imbarcare acqua per il mare mosso: le tre riserve di galleggiamento stagne lasciano poco spazio per l’acqua da imbarcare (praticamente è un gommone …)
– i piani di costruzione prevedono due diverse opzioni veliche

Cosa volere di più?

Il 17 Luglio 2012, dopo settimane di ‘meditazione’ sui piani, incursioni al Brico, acquisto dei listelli di legno in falegnameria, ordine del materiale specifico, sono andato a prendere le tavole di compensato marino:

Sto lavorando veramente intensamente per riuscire a metterla in acqua a Ferragosto …
a breve spero di scrivere un bel resoconto della costruzione.

L’IKEA Dinghy per ora resta un sogno.. oppure no

Come hanno già detto gli amici di Marinai di Terraferma e Edo Passarella (un pioniere dell’argomento.. vedere (1) e (2)) era una burla, una bufala che ha il merito di aver rispolverato il mio interesse (e non solo, ho la sensazione) per questo mondo per me tutto da esplorare: l’autocostruzione.

In questo filmato è svelata la storia di questo ‘sedicente’ Dinghy IKEA, ma soprattutto la tecnica costruttiva, il cuci e incolla, molto interessante..

Ma perché aspettare IKEA? In giro si trovano un sacco di piani di costruzione, kit, libri che dovrebbero mettere in condizione un principiante come me di costruire qualcosa di simile.

C’è solo l’imbarazzo della scelta..
prossimamente la prosecuzione della storia.

Autocostruzione barca secondo IKEA

Da Marinai di Terraferma questo piccolo dinghy a vela di 2,4 metri.
Prossimamente da IKEA? Sarebbe bello, e, ancora di più, se arrivassero anche altri modelli, qualcosa di un po’ più allungato … ottimo a remi … e anche con un piccolo fuoribordo (sempre con possibilità di montare il kit a vela, che non può mancare come optional).

Il video lascia intendere che l’assemblaggio avvenga con la ‘ferramenta’ tipica dei mobili IKEA. Sono curioso di verificare come si possa ottenere la necessaria resistenza alle sollecitazioni in acqua e la tenuta stagna. Potrebbe essere una rivisitazione della tecnica cuci e incolla utilizzando chiodi, viti e bulloni IKEA al posto del filo di rame? Non vedo l’ora di scoprirlo.

Da tv.yacht.de