Costruisco Flint

Alla fine ho deciso di iniziare la mia esperienza di autocostruzione con Flint.
Perché?
Perché, mettendo un attimo da parte il mondo dei gonfiabili, sempre per me interessantissimo, è l’essenza di quello che cercavo quando ho iniziato il percorso ‘esplorativo’ che ha portato, come effetto ‘secondario’, alla nascita di questo sito (il sottotilo potrebbe essere ‘alla ricerca della piccola barca perfetta: che possa portare, al limite, con mare forza ‘tavola’, anche 4 persone, che vada molto bene a remi, a tal punto da poter star via tutto il giorno solo a remi, che sia una scheggia con un piccolissimo fuoribordo, anche elettrico, che tenga anche il mare un po’ formato soprattutto se non a pieno carico, che possa essere facilmente trasportata anche sul tetto della macchina, e che, non subito, ma volendo … si possa dotare di una vela’).

In realtà in commercio, tra i prodotti finiti, non ho trovato qualcosa che soddisfacesse pienamente tutti questi requisiti. Poi ho visto che tra i progetti per autocostruzione in compensato marino si poteva trovare qualcosa di meglio. Prima di Flint avevo acquistato i progetti del Thalas 16 di BCA – DEMCO (vedere anche presentazione dei piani), stupenda, ma forse appena più complessa e poi con quei 40 cm in più in lunghezza – 4,88 m – che alla fine mi hanno convinto a posticipare la sua realizzazione, magari per farla con calma anche a vela.

Tornando a Flint, che significa ‘Selce’, e dalle immagini della prua si capisce perché, qui un po’ di link che ne parlano:

Duckworks Magazine
Duckworks Boats Builder Supply, dove ho preso queste foto:


Bayside Wooden Boats (il sito del progettita, Ross Lillistone)
Ross Lillistone Wooden Boats (il blog del progettista, direttamente sull’articolo che racconta la nascita del progetto)
Alec Morgan Rowboat (le avventure di un costruttore di Flint)

Riassumendo:

– ha una carena a V con uno spigolo: escludendo il caso fondo piatto è la soluzione più semplice – cuci e incolla
– finita pesa circa 50 kg per quasi 4,5 metri di lunghezza (sta tranquillamente sul tetto di una macchina .. )
– in condizioni meteomarine da categoria D (acque interne o mare tavola) ci si va anche in 4
– con meno carico affronta bene anche mare più ‘formato’ (è stata disegnata espressamente per un abitante di un isoletta in una baia australiana che doveva poter andare a fare provviste sull’isola più grande con qualunque condizione di mare e vento)
– con 4 persone a bordo e un vecchio yamaha da 2 hp è stata in grado di fare 6.1 nodi a metà manetta (!)
– 4 nodi con una persona che rema senza sfiancarsi, a velocità di crociera (e c’è posto per due rematori)
– se la ribalti (è possibile farlo, volendo, in maniera deliberata, ma non è facilissimo), è studiata per poter risalire a bordo facilmente e rientrare alla base navigando in sicurezza con la (poca) acqua che rimane a bordo, lo stesso vale se dovesse imbarcare acqua per il mare mosso: le tre riserve di galleggiamento stagne lasciano poco spazio per l’acqua da imbarcare (praticamente è un gommone …)
– i piani di costruzione prevedono due diverse opzioni veliche

Cosa volere di più?

Il 17 Luglio 2012, dopo settimane di ‘meditazione’ sui piani, incursioni al Brico, acquisto dei listelli di legno in falegnameria, ordine del materiale specifico, sono andato a prendere le tavole di compensato marino:

Sto lavorando veramente intensamente per riuscire a metterla in acqua a Ferragosto …
a breve spero di scrivere un bel resoconto della costruzione.
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Terhi – Vi faccio un esempio di quello di cui voglio parlare

Oggi rientravo in macchina da Chioggia con un amico dopo una bellissima uscita-scuola in barca a vela. Tanto per cambiare, in barca, ops, pardon, in macchina, parlavamo di piccole barche e di alcune mie idee sul tema. Tra le altre cose, gli raccontavo della Terhi, una ditta finlandese leader in Europa nel segmento delle piccole imbarcazioni (attualmente si va dai 2,35 metri della più corta ai 4,78 della più lunga, tutte ‘praticamente inaffondabili’, come scritto nel catalogo ufficiale).

English: Terhi 385 is one of the most popular ...

Image via Wikipedia

Una volta arrivato a casa non ho potuto fare a meno di mandargli una mail con il link alla pagina web da dove è possibile scaricare il catalogo e vedere i bellissimi video che, ovviamente, mi sono riguardato.

Sullo slancio fornitomi dall’aver rivisto questi video, ho pensato che questa sarebbe stata l’idea giusta per il primo ‘vero’ articolo del sito.

La pagina è questa terhi.hr.

Cliccando su ogni immagine in ognuna delle categorie ‘Rowing Boats’, ‘Motor Boats’, ‘Other Boats’ si apre un video.
Quello che in questo momento mi frulla per la testa, l’idea di passeggiare sull’acqua tranquili e rilassati immersi nella natura, senza disturbare la natura stessa e il prossimo, poter fare un po’ di sano esercizio fisico andando a remi e, all’occorenza, poter contare su un piccolo motore, senza inquinare o, in alternativa, inquinando il meno possibile, tutto questo in compagnia della famiglia o degli amici, è rappresentato fedelmente negli utlimi 3 video nella categoria ‘rowing boats’ (Terhi 385, Terhi 440 e Terhi Saiman)   – consiglio di guardarli con l’audio, che dà il tocco finale per creare l’atmosfera. Nel primo di questi 3 video, mi ha colpito come la Terhi 385 viaggi bene tanto a remi che con il piccolo Honda 2,3 hp raffreddato ad aria: pur con i suoi circa 100 kg di peso oltre al carico, in certi momenti sembra appena appoggiata sull’acqua e, nella parte finale del video, con una persona a bordo, sembrerebbe quasi voler planare. Nella stessa categoria, per i più piccoli, sono interessanti i primi due video.
Vorrei mettere in evidenza anche i due video nella categoria ‘Other Videos’ (uno sulla particolare tecnica costruttiva e uno che mostra cosa intendono in casa Terhi per ‘praticamente inaffondabile’, guardare per credere…ma mi auguro che nessuno faccia la prova).
I video della categoria ‘Motor Boats’ mostrano sicuramente cose interessanti nel loro genere (iniziamo a parlare di barche più ‘grandicelle’ ma, soprattutto, pensate per un utilizzo diverso: più motorizzate e votate più alla planata che al dislocamento) ma siamo un po’ oltre rispetto a quello di cui voglio parlare in questo sito.
Altre cose interessanti su Youtube, ricercando per ‘Terhi 385’, ‘Terhi Saiman’ o ‘Terhi’: chi mi ha seguito fin qui avrà indovinato che il mio preferito è questo:





Al prossimo articolo,
PiccoleBarche